Lo sbaglio più grande che io ho commesso per essere un orafo, come TU invece puoi evitarlo!

Lo sbaglio  o gli sbagli che Io ho commesso e come invece TU puoi evitare di fare !

lo sbaglio

Lo sbaglio? Come si può cominciare ha parlare  di sbagli se l’argomento è il proprio lavoro, o una passione che rasenta l’ossessione!

Quando fai qualche lavorazione particolare  ti dimentichi del tempo che passa e  non smetteresti fino allo sfinimento!

Sfortunatamente le situazioni per arrivare in questo stato di grazia non sono così facili …ti sto parlando di come fare per non trovarti in situazioni frustranti.

Ti voglio parlare di come sono successe ha me tutte le “vicissitudini” in cui mi sono dovuto imbattere, per arrivare ad avere un’attività tutta mia.

Tu forse non aspiri ha tanto(ti auguro di raggiungere i tuoi sogni) !

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Ti posso dire che per me il desiderio di fare questo lavoro (l’orafo) lo avevo già all’età di 15 anni .

Purtroppo io sono cresciuto con un padre che aveva sempre fatto lavori manuali e di fatica.

Quando gli comunicai che dopo le scuole medie mi sarebbe piaciuto fare degli studi specifici per preparami ha  svolgere questo lavoro, la sua reazione ( per usare un eufemismo) fu di disappunto.

Ma la sua non era cattiveria ( nel suo modo di potermi preparare un futuro migliore del suo, non teneva conto delle mie aspirazioni) aveva solo un modo burbero di comunicare.

Non concepiva come si potesse fare un lavoro manuale (visto che ha lui costava sudore e fatica).

Avrebbe  voluto che studiassi, da  dottore o per fare il libero professionista.

Professioni di tutto rispetto, niente da dire, però quando hai le idee chiare in un’età abbastanza precoce, l’unica cosa da fare è non frenare le aspirazioni.

Con mio padre il rapporto non è stato mai sereno, abbiamo sempre avuto scontri e confronti su tutte le opinioni,  giudizi e visione della vita.

Ma questo è il primo step per lo sbaglio che ho fatto!

Ma guarda che a tutti chi più chi meno le cose nella giovinezza non sono andate proprio lisce!

Anzi ha qualcuno l’adolescenza è stata proprio di   me….a !

Non voglio suscitare  reazioni di fastidio o addirittura di pietismo.

Ti sto dicendo che in quel periodo, anche se inconsapevolmente mi resi conto che la chiarezza di intenti non basta per perseguire i propri sogni.

Ma poi fare un corso di studi artistici chi vuoi che ti prende in considerazione, e l’orafo che lavoro è da negoziante. Queste ( non era un  lavoro di prestigio secondo il suo parere) le parole che mi diceva.

Il fatto che in un periodo della vita come l’adolescenza siamo più vulnerabili e anch’io, come la maggior parte di noi ho incominciato con i primi colpi in faccia.

Questa  divergenza di vedute,  si tramuta nella mia iscrizione in un un istituto professionale ad indirizzo elettromeccanico (  studi che proprio non riuscivano  ha suscitarmi alcun interesse).

Tra molte inquietudini e attriti con i miei  genitori per l’andamento non proprio brillante per questo corso di studi inevitabilmente visto le premesse, perdo l’anno scolastico.

Ok capita a molti di avere problemi scolastici mi dirai?

Il fatto è che di anni scolastici ne ho persi molti di più di uno, questo il periodo che mi ha creato le maggiori difficoltà.

Gli attriti con mio padre sono arrivati ad un livello insopportabile, che non auguro ha nessuno.

Mi riferisco ha un rapporto difficoltoso  che non sono riuscito ad instaurare, una situazione veramente sgradevole.

Ma non  vorrei insistere  in questa  mia esternazione per appesantire questo post!

La vita privata con quella professionale come sai vanno di pari passo e per parlare di lavoro inevitabilmente si toccano tutte e due.

 Ma non pensare che la mia strada si sia spianata, tutt’altro (le cose si sono aggravate )

Ma in che modo? … Dirai!

Per la solita insicurezza che da giovane può predominare in periodi della vita facendoci fare  scelte  condizionate negativamente (lo sbaglio incombeva costantemente su di me).

Infatti per ribellione verso queste imposizioni, decisi  di mollare la  scuola e lavorare per papà .

In quel periodo  mio padre aveva in società, una ditta di edilizia  ma come potrai intuire il rapporto già teso non  è migliorato, forse è stato il punto di maggior incomprensione.

Questa la  situazione scomoda,  per una decisione  non ponderata in cui mi ero ritrovato, nessuno stimolo e cosa peggiore anche una visione del futuro perlomeno  nebulosa.

Maturo l’idea (ho semplicemente prendo coscienza di sprecare parte della vita) che dovevo far valere le mie convinzioni su me stesso, per dare forma al mio talento.

Ma > tra il dire e il fare < sai come recita il famoso proverbio!

Decido con molta inquietudine e facendomi violenza su me stesso (visto che dove abitavo allora non c’erano scuole private o corsi per orafi accessibili).

Mi iscrivo al corso della locale scuola artistica con specializzazione in oreficeria,(anche per non gravare ulteriormente economicamente su mio padre).

La definizione violenza si riferisce al fatto che nel frattempo sono arrivato ad iscrivermi quando l’età era di anni 18 (si hai letto bene, ti assicuro non sto scherzando ).

Ti starai chiedendo!   Ma questo è proprio un caso umano ? ( ti confesso che alcune volte questa idea mi ha attraversato la mente).

Quando trovandomi ha contatto con  ragazzini maleducati e saccenti  che naturalmente facevano gruppo contro ” l’intruso” che voleva imparare davvero quello che studiava!

Arriverai anche tu alla opinione che mi sono trovato con degli  Stro…..i! come compagni di classe, ma questa definizione sarebbe troppo scontata, e non servirebbe recriminare.

Sta di fatto che riesco ha conseguire la specializzazione dei tre anni, anche condizionato nel tempo dalla chiamata al servizio militare.

Per accorciare i tempi avevo anche tentato di fare gli esami da  privatista per un paio d’anni in uno, ma non mi riuscì.

In quel periodo le mie lacune e mancanza di metodo mi hanno fatto fallire.

In questa frase c’è già un’anticipazione di quello che definisco lo sbaglio  principale.

Ma in questo periodo riesco comunque a confrontarmi con questo studio soprattutto le ore di laboratorio erano per me le più piacevoli e proficue per quelle che erano le mie aspettative (manipolare il metallo prezioso).

Ma poi inevitabilmente gli obblighi della vita arrivano a chiedere il conto, e riesco ha togliermi il peso della naia (servizio militare per i più giovani).

Con l’aiuto di un prof di laboratorio riesco ad entrare nell’attività che allora e forse ancora oggi più rinomata della città per la gioielleria.

Forse pensavo che  ero riuscito ha superare l’impasse degli o lo sbaglio ma ?

Il tempo di apprendistato è stato relativamente breve all’incirca tre anni ma intensissimo  per quello che era il raggiungimento del mio obbiettivo aprire un’attività tutta mia .

Intensissimo nel senso che ho elaborato quelle che potessero essere le tecniche più semplici e veloci nel raggiungere il risultato nel confezionare i gioielli.

Nel trovare soluzioni strumentali con poche risorse, adattare e modificare accessori apparentemente distanti dall’ambito di applicazione cui erano destinati.

Insomma mi sono organizzato un laboratorio efficiente comprando i macchinari indispensabili  per operatività e qualità del lavoro integrandoli con le mie  trasformazioni e talvolta creazioni di accessori.

Intendo macchinari che poi ho usato professionalmente nella mia attività,  potrei citartene alcuni (banco trafila a mano-con i diversi accessori abbinati-cappa di aspirazione fumi,pressa manuale con martinetto idraulico da 10 t (tonnellate).

Questi che ho descritto sono quelli più impegnativi da realizzare ma poi ci sono tanti accorgimenti e adattamenti per accessori manuali altrettanto utili che non mancherò di descrivere.

Ma come  sempre le scelte portano ad percorsi imprevisti infatti  per attriti con il mio datore di lavoro mi licenzio, e dopo un periodo di un anno riesco ad avere la spinta per mettermi in proprio ed aprire il mio laboratorio .

L’attività con alti e bassi va avanti per 20 anni fino ha  quando,  sopraggiunti problemi familiari  mi costringono alla cessazione .

Arrivato ha questo punto diresti tanta fatica per nulla!

Da un certo punto di vista non ti do  tutti i torti, ma la vita da, se le si vuol vedere delle occasioni di cambiamento e miglioramento .

Per  questo motivo ho creato  >gioiellifacili.it<  per dare la possibilità ha chi sente una passione per i gioielli e non vuole fare errori o sbagli per l’apprendimento di questa magnifica arte .

Questo è il blog per chi ha intenzioni serie circa la conoscenza delle tecniche per creare gioielli, negli articoli, post, tutorial trovi condensate tutte le mie esperienze  semplici e veloci.

Senza perdere tempo, senza che ci siano i tempi biblici che purtroppo ho dovuto affrontare io, e le situazioni di imbarazzo in cui potresti trovarti.

Trucchi, procedure veloci, tutto finalizzato al risparmio di tempo ed efficacia,per l’apprendimento nei modi che più armonizzano con la tua disponibilità.

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Adesso posso dirti (ma credo che l’avrai capito da te) quale è stato lo sbaglio più grande che ho commesso .

La mancanza di fiducia in me stesso e non essere convinto di riuscire a perseverare nei miei sogni – ma il maggiore di farsi influenzare dagli altri, anche se ha fin di bene come dicono -.

Credo che dopo questa esposizione, di come sono riuscito con difficoltà e fastidio psicologico a diventare orafo puoi fidarti che quello che troverai qui, saranno degli incentivi non solo di tecnica .

Troverai principalmente un metodo collaudato e efficace per TE.

Per farti un’idea vai ai post tecnici.

 

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